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ISO 45001:2018

ISO 45001:2018 – I CAMBIAMENTI DALLA OHSAS 18001

CORSO DI AGGIORNAMENTO A RIVOLI (TORINO) SULL’INTRODUZIONE DELLA NUOVA NORMA ISO 45001:2018

Cosa cambia?

Quale sarà il nuovo scenario che si prospetta?

Come si dovrà organizzare l’attività ?

Leggi la nostra proposta…

ISO 45001:2018 – I CAMBIAMENTI DALLA OHSAS 18001

corsi disoccupati Regione Piemonte

SEI UN ADULTO IN CERCA DI OCCUPAZIONE?

Sei un adulto in cerca di opportunità di formazione e istruzione?

Scegliere con attenzione il proprio percorso di formazione è uno strumento importante per ampliare le proprie competenze, facilitare l’inserimento e la permanenza nel mondo del lavoro.

Ecco una sintesi delle diverse opportunità formative presenti sul territorio: sono diversificate in base alla condizione lavorativa, al titolo di studio, alla certificazione rilasciata al termine del percorso.

Quali titoli rilasciano i corsi di formazione professionale?

Tutti i corsi sono realizzati da Agenzie Formative accreditate dalla Regione Piemonte e rilasciano un’attestazione finale che può essere:

  • Frequenza con profitto
  • Idoneità e Abilitazione
  • Qualifica e Specializzazione

Attestati senza valore giuridico

Frequenza con profitto

Non hanno alcuna validità giuridica, ma consentono di acquisire competenze professionali utilizzabili sul lavoro o per il proseguimento della formazione. Si tratta di attestati rilasciati dall’Agenzia Formativa dopo la verifica del raggiungimento degli standard minimi di preparazione previsti nel corso.

Attestati con valore giuridico

Idoneità, Abilitazione, Qualifica, Specializzazione

Hanno un valore, una spendibilità stabilita da leggi e atti amministrativi. Gli attestati a rilievo giuridico, sono rilasciati dall’autorità pubblica competente (Città metropolitana, Regione a seconda del tipo di corso) a seguito del superamento di un esame che si svolge alla presenza di una commissione esterna nominata dall’Amministrazione pubblica di competenza. Viene rilasciato un attestato che certifica i risultati conseguiti dai candidati.

Idoneità e Abilitazione

Essenziali per l’esercizio dell’attività professionale a cui si riferiscono.

Qualifica e Specializzazione

Sono attestati validi ai fini dei concorsi pubblici e utili ai fini del lavoro subordinato e dell’inquadramento aziendale.

Informazioni sugli standard formativi

È attiva la Vetrina del Settore Standard Formativi Qualità e Orientamento Professionale della Regione Piemonte, uno strumento che consente di ottenere informazioni aggiornate sugli standard formativi, professionali e di certificazione utilizzati in Regione Piemonte e sulle tematiche relative alla formazione e alla certificazione.
La certificazione ottenuta al termine dei corsi è riconosciuta a livello regionale e nazionale, con un inquadramento chiaro delle competenze professionali e delle abilità acquisite, riconducibili ai cosiddetti livelli EQF (Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente).

Come ci si iscrive ai corsi di formazione professionale?

Le preiscrizioni devono essere effettuate presso le Agenzie Formative che possono gestirle in modo differenziato, pertanto per avere informazioni puntuali sui corsi è necessario prendere contatto direttamente con l’Agenzia che organizza l’attività formativa.

La preiscrizione non garantisce automaticamente l’inserimento nel corso, anche perché in molti casi è prevista una selezione in ingresso e l’avvio dell’attività è vincolato all’autorizzazione del finanziamento pubblico.
Si possono trovare corsi analoghi come profilo professionale e comparto in diverse Agenzie formative che coprono tutto il territorio metropolitano.

Attenzione ai corsi di formazione a pagamento non riconosciuti dalla Regione e gestiti da Agenzie formative non accreditate: possono offrire meno garanzie di qualità e le certificazioni rilasciate non hanno valore di “titolo” neanche se riportano la dicitura “Presa d’atto regionale”.

Cosa significa Agenzia formativa accreditata?

L’accreditamento è l’atto con cui la Regione Piemonte riconosce alle sedi di una Agenzia formativa la possibilità di realizzare corsi di formazione finanziati con risorse pubbliche al fine di garantire standard di qualità minimi.

L’accreditamento in concreto si realizza attraverso verifiche presso le sedi delle Agenzie formative da parte di organismi riconosciuti ed è sottoposto a revisione periodica. Nel corso della verifica di accreditamento l’Agenzia formativa deve dimostrare il rispetto dei parametri qualitativi e quantitativi stabiliti dalla Regione Piemonte.

 

Fonte: http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ifp/formazione/adulti

LAVAGGIO DEGLI INDUMENTI DA LAVORO A ONERE E CARICO DEL DATORE DI LAVORO

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La questione o meno del lavaggio degli indumenti da lavoro a onere e carico del datore di lavoro è questione dibattuta ormai da anni.
La conclusione che deriva, sia dall’interpretazione della legge, sia da specifica Circolare Ministeriale, sia da numerose sentenze della Corte di Cassazione è che, se gli indumenti di lavoro proteggono il lavoratore e si sporcano a seguito del contatto con polveri nocive, agenti chimici pericolosi, agenti biologici pericolosi (polveri di amianto, oli o grassi cancerogeni o nocivi, rifiuti generici o pericolosi, ecc.) essi si configurano come DPI e la loro pulizia è un obbligo per il datore di lavoro….

 

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SICUREZZA SUL LAVORO: COSA FARE PRIMA DI APRIRE UN’ATTIVITA’

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Oggi più che mai, decidendo di aprire una nuova attività commerciale, ci troviamo a dover conoscere molto bene, quali sono le condizioni e le normative da rispettate e cosa ci si prospetta di fronte.

Siamo ormai abituati a rivolgerci al commercialista o al consulente del lavoro per avere le prime informazioni utili…e magari facciamo anche direttamente un salto in Camera di Commercio per avere informazioni dirette su quello che dobbiamo verificare e avere prima di iniziare la nostra nuova attività….

 

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IL RUMORE ALL’INTERNO DEI CALL CENTER

pinguino rumoreTra i tanti rischi che vengono valutati come rilevanti all’interno dei call center, vi è il fattore rumore.

Differentemente dalle aziende produttive, dove i macchinari utilizzati possono superare di gran lunga i decibel consentiti, per quanto riguarda i call center la componente dominante è quella vocale, determinata dalla molteplicità di conversazioni contemporanee.

 

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STRESS LAVORO – CORRELATO: VIAGGIO ALL’INTERNO DEI CALL CENTER

pinguinostressatoOgni giorno sentiamo parlare di stress dai nostri amici, dai nostri parenti, colleghi di lavoro, etc.

Le ricerche sullo stress e sulle sue conseguenze hanno ormai parecchi decenni di storia sulle spalle e sono diventate oggetto di interesse e analisi anche, e soprattutto, nel mondo del lavoro.

Il termine “stress” deriva dal latino strictus, il cui significato letterale è “serrato”, “compresso”.

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ERGONOMIA DELLE POSTAZIONI DI LAVORO

Il lavoro al videoterminale è definito come svolgimento d’attività con interazione con il videoterminale: immissione di dati, trasmissione di dati, elaborazione di testi e svariate attività affini. E’ definito “videoterminalista”, il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale (anche portatile), in modo sistematico o abituale, per venti o più ore settimanali.

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IL LAVORO NOTTURNO: ESIGENZE DI VITA DA CONCILIARE CON LA SICUREZZA SUL LAVORO

Pinguino notturnoIl lavoro notturno è definito come l’attività svolta nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive, comprendenti l’intervallo di tempo fra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Per lavoratore notturno si intende qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga, invia non eccezionale, almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero.

Inoltre, è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all’anno (tale limite è riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale).

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LE LAVORATRICI MADRI E IN STATO DI GRAVIDANZA NEI CALL CENTER

pinguino mammaIl difficile periodo lavorativo che affrontiamo non deve permettere di sottovalutare una serie di diritti e doveri dei lavoratori, in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare oggi ci preme analizzare la figura della lavoratrice, che, in quanto donna, affronta una serie differente di situazioni che possono essere per lei causa di ostacolo nel rapporto quotidiano con il datore di lavoro e con il contratto lavorativo in generale.

 

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IL TELELAVORO: ESIGENZE DI VITA DA CONCILIARE CON LA SICUREZZA SUL LAVORO

eLearningIl telelavoro nasce dall’esigenza oggettiva di conciliare lavoro e famiglia e/o lavoro e logistica. Poter contribuire alle risorse economiche del proprio nucleo senza l’onere di doversi muovere da casa e dover scegliere tra famiglia e contribuzione o senza avere l’obbligo di appoggiarsi a risorse esterne laddove impossibilitati a raggiungere facilmente il luogo di lavoro.

Ma il lavoratore che opera in ambito di telelavoro può essere considerato a tutti gli effetti un lavoratore? Deve essere considerato un lavoratore autonomo? E’ soggetto al D.Lgs 81/08?

Le norme in materia di sicurezza sono molte e, spesso, non facilmente “raggiungibili”.

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RSPP interno o esterno: nuovo interpello al Ministero del Lavoro

5Con l’Interpello n. 24, la Confcommercio ha chiesto se, in caso di servizio di prevenzione e protezione istituito necessariamente all’interno dell’azienda – nei casi di cui all’articolo 31, comma 6, del d.lgs. n. 81/2008 – il Responsabile del servizio debba essere necessariamente un dipendente del datore di lavoro o se possa essere anche un professionista in possesso dei requisiti di legge.

La Commissione Interpelli riporta la recente modifica operata dal DL del Fare (Decreto Legge n. 69/2013, convertito in Legge n. 98/2013) che pone in capo al datore di lavoro l’obbligo di organizzare il SPP prioritariamente all’interno.

Il RSPP deve necessariamente avere una conoscenza approfondita delle dinamiche organizzative e produttive dell’azienda, conoscenza che solo un soggetto inserito nell’organizzazione aziendale può possedere.

La Commissione Interpelli, inoltre, chiarisce che la qualifica di “interno non può intendersi equivalente alla definizione di “dipendente”, ma deve essere sostanzialmente riferito ad un lavoratore che assicuri una presenza adeguata per lo svolgimento della propria attività.

Interpello 24_2014

Checklist Ateco 0.2 – CHECK LIST PER LA GESTIONE DELLA SICUREZZA IN AZIENDA

SAGE Servizi srl ha realizzato un semplice programmino per la gestione della sicurezza in azienda: “Checklist Ateco 0.2”.

E’ da considerarsi un utile strumento sia per il consulente che opera nell’ambito della sicurezza sul lavoro e l’ambiente, sia per l’azienda stessa.

Si tratta di un file in excel, che permette, con la compilazione nei vari campi, in parte preimpostati, di gestire tutti i dati e le scadenze in merito alle normative vigenti relativamente a qualità, formazione, sicurezza sul lavoro e ambiente.

Si tratta di una checklist facilmente compilabile che permette all’utilizzatore di avere un’immagine immediata delle necessità e delle tempistiche di rinnovo in modo da avere sempre sotto controllo quanto la normativa prevede.

Il file è impostato sulle necessità di base dell’”azienda tipo”, ma è anche facilmente integrabile, in piena autonomia, per esigenze specifiche.

E’ uno strumento immediato, utile e semplice, studiato per essere utilizzato anche dalle persone meno esperte.

Cheklist Ateco 0.2

Prezzo di listino: 45,00€

Prezzo lancio: 9,00€ IVA Inclusa

L’ordine può essere fatto inviando una mail a  formazione@sageservizi.com o contattando i nostri uffici allo 011/3587875

Pagamento:

1) Bonifico bancario intestato a SAGE SERVIZI SRL

Banca Sella filiale Avigliana (TO) – IT 61 H 03268 30050 053900000800

2) Paypal.

 

IL LAVORATORE AUTONOMO COME IL DATORE DI LAVORO

Prendiamo spunto di riflessione da un interessante quesito posto sul sito www.puntosicuro.it riferito alla reale autonomia dei lavoratori autonomi (così come definiti nel D.lgs 81/08 e dall’articolo 2222 del codice civile.

Posto il seguente caso pratico avvenuto in Puglia:

Un ispettore del lavoro ha contestato ad un lavoratore autonomo trovato ad operare in un cantiere di essere datore di lavoro di un altro lavoratore autonomo che lo coadiuvava e lo ha obbligato quindi ad assumerlo come dipendente.

Il quesito che è sorto a è se la procedura applicata abbia effettivo fondamento e possa, in eventuale seconda battuta avere ripercussioni e ricadute sull’organizzazione delle attività cantieristiche.

Dal punto di vista normativo/giuridico:

Lavoratore autonomo:
D. Lgs. n. 81/2008 con l’art. 89 comma 1 lettera d), contenuto nel Titolo IV relativo ai cantieri temporanei o mobili, come la “persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione”

Secondo il Codice civile art. 2222 coloro i quali compiono opere o servizi “(…) con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente (…)”

In generale gli obblighi relativi alla gestione della sicurezza per queste tipologie di lavoratori sono palesemente ridotti art. 21 d.lgs 81/08 (utilizzo di attrezzature conformi al titolo III del D.lgs 81/08, obbligo di munirsi e di utilizzo conforme dei dispositivi di protezione individuale e esposizione di tesserino identificativo con tesserino e generalità). Inoltre hanno facoltà di beneficiare (a proprio carico) della sorveglianza sanitaria periodica e dell’eventuale formazione in materia di sicurezza differente da quella obbligatoria derivante da esigenze specifiche (es: abilitazione all’utilizzo di macchine da sollevamento, movimento terra, veicoli, ecc…)

Detto questo, e considerato il disposto dell’articolo 299 del D.lgs 81/08 che prevede che “le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b) (datore di lavoro), d) (dirigente) ed e) (preposto), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti”, possiamo, di fatto, individuare nel lavoratore autonomo 1 una posizione di “datore di lavoro di fatto” nei confronti del lavoratore autonomo numero due quando:
– il lavoratore 2 non ha effettiva autonomia organizzativa ed organizzativa per le operazioni richiestegli
– il lavoratore 1 dirige ed indirizza i lavori, le mansioni e le attività del lavoratore 2
– il lavoratore 2 non fa uso di strumentazione propria ma usa quella fornitagli dal lavoratore 1
– il lavoratore 1 detta turni e le fasi di lavoro del lavoratore 2 assumendosi anche l’onere della verifica dell’operato
– il lavoratore 2 svolge una attività che il lavoratore 1 non è in grado di fare e lo fa sotto la sua diretta direzione e responsabilità agendo in nome e per conto dello stesso.

Dal punto di vista pratico in termini di attività di cantiere:

L’individuazione di un datore di lavoro di fatto nel caso ipotizzato apre uno scenario interessante per quanto riguarda le attività svolte in regimi di subappalto più o meno dichiarato e di “collaborazione” tra lavoratori autonomi.
In termini pratici, oltre alla formalizzazione del rapporto giuridico che si viene a creare tra i vari lavoratori coinvolti, stando le cose come analizzato, dovrebbe comunque essee prevista una gestione della sicurezza differente dagli adempimenti semplificati sopra previsti.
In questo caso sarà necessario a provvedere a qunto previsto dall’intero decreto 81/08 con particolare riferimento: Valutazione dei rischi e redazione del relativo documento (eventualmente corredato da relazioni tecniche specifiche in merito a rumori, vibrazioni, rischio chimico, ecc…) nomina del Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione, nomina del medico competente, nomina e formazione addetto alla gestione emergenze e addetto al primo soccorso, formazione obbligatoria dei lavoratori, stesura di protocollo di sorveglianza sanitaria, visite mediche periodiche con rilascio da parte del medico competente di pareri di idoneità alla mansione.

In sintesi con l’assunzione a ruolo di datore di lavoro del soggetto sopra indicato con il numero 1 verrà a decadere il suo status di lavoratore autonomo e, di conseguenza tutto quanto previsto dalla normativa dovrà per lui essere applicato. Anche il soggetto sopra indicato con il numero 2 si troverà però a perdere, nel rapporto con il soggetto 1, il suo status di lavoratore autonomo per ricadere in pieno nella definizione di lavoratore subordinato e quindi come tale anch’egli dovrà essere sottoposto agli adempimenti del D.lgs 81/08.

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OBBLIGO AGGIORNAMENTO FORMATIVO ADDETTI ANTINCENDIO

A seguito delle numerose richieste pervenuteci in merito all’obbligo di aggiornamento sulla formazione antincendio, si precisa che il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con Circolare del 23 Febbraio 2011 si è espresso indicando l’opportunità dei corsi di aggiornamento, a seconda del livello di rischio (2 ore rischio basso, 5 ore rischio medio, 8 ore rischio alto). La medesima circolare, tuttavia, non indica ne’ chiarisce la tempistica di aggiornamento che risulta essere una scelta del Datore di Lavoro.
Alcuni comandi provinciali (tra cui Verbania, Reggio Emilia, Forlì e Cesena, Roma), a seguito di specifica richiesta od interpello, indicano come triennale il periodo di aggiornamento opportuno.
In ogni caso si ricorda che la prova di evacuazione annuale, se eseguita nella maniera corretta e certificata, può assolvere almeno parzialmente all’aggiornamento.

CRITERI DI QUALIFICAZIONE DEL FORMATORE

Sono stati pubblicati, in Gazzetta Ufficiale, il 18 Marzo 2013, i criteri di qualificazione per il formatore in materia di sicurezza sul lavoro sulla base del Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013. Entrerà in vigore il 18 marzo 2014, cioè 12 mesi esatti dopo la pubblicazione in Gazzetta.
QUALIFICA FORMATORE

ENTRA IN VIGORE IL NUOVO ACCORDO SULLA FORMAZIONE PER L’USO DI ATTREZZATURE DA LAVORO

Il 12 Marzo 2013 è entrato ufficialmente in vigore il nuovo accordo sulla formazione per l’utilizzo delle attrezzature da lavoro
Conferenza Stato – Regioni – Province autonome: atto n. 53 del 22 febbraio 2012, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 47 alla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12/03/2012.
L’Accordo entra in vigore dopo 12 mesi dalla pubblicazione e quindi a partire dal 12/03/2013.

Circolare su accordo formazione attrezzature

DVR – Autocertificazione della valutazione dei rischi

31 Maggio 2013 – Scadenza ufficiale entro la quale è consentita l’autocertificazione della valutazione dei rischi ad opera del Datore di Lavoro con meno di 10 lavoratori.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce con la circolare della Direzione generale delle relazioni industriali e dei rapporti di lavoro del 31/01/2013, la scadenza ultima per regolarizzare la stesura del documento.

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